Manovra, Tria in commissione: miglior riin altoltato possibile. Di Maio: cambieremo Ires in alto non profit

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Rush finale tra le polemiche per la manovra, tornata oggi in terza lettura alla commissione Bilancio della Camera dopo il via libera del Senato arrivato nella notte tra il 22 e il 23 dicembre. Il testo dovrebbe arrivare in Aula il 28 dicembre: qui il governo porrà la affidamento per arrivare al via libera definitivo entro sabato 29 dicembre ed evitare, così, di sforare il limite massimo del 31 dicembre oltre il quale scatta l’esercizio provvisorio. Ma l’ultimo giro di boa del ddl bilancio si annuncia non privo di ostacoli. Dopo l’approvazione al Senato tra le proteste, infatti,le opposizioni hanno reclamato più tempo per l’esame del testo e chiesto nuove audizioni per chiarimenti sul testo. Dopo quella dell’Upb, l’Ufficio parlamentare di bilancio, che si è svolta nel pomeriggio, alle 20.30 è arrivato in commissione anche il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Da parte sua, il Pd ha annunciato il ricorso alla Consulta per una legge di bilancio «approvata fuori dall’ordinario percorso parlamentare».
Durante le risposte del ministro Tria sulla manovra, i toni si sono alzati quando il ministro ha replicato alle critiche del Pd, dicendosi “massacrato” dalle accuse e attribuendo al precedente governo la responsabilità della situazione difficile sul fronte della finanza pubblica, delle clausole Iva e dei rapporti con Bruxelles ereditata dall’attuale esecutivo. In Commissione si sono susseguiti urla e insulti.

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Tria: con modifiche spread a livelli più vicini fondamentali Italia
Con le correzioni apportate alla manovra è stato «raggiunto il miglior risultato possibile sia dal punto di vista economico-finanziario che politico» con un «livello di indebitamento netto più contenuto di quello preventivato», ha detto Tria in audizione alla Camera. Ed è stato possibile «ricondurre lo spread verso livelli più vicini ai fondamentali economici italiani e a ridurre l’esborso in operazione interessi» e a «ridare affidamento ai consumatori, agli investitori e ai mercati».

Reddito di cittadinanza
L’erogazione “al ribasso” prevista nel 2019 in 7,1 miliardi per il reddito di cittadinanza non ne modifica «minimamente la portata» ha ribadito il ministro, ricordando che la misura partirà «tra fine marzo e il primo aprile». La misura verrà dettagliata, ha detto, in un decreto legge a «origine del nuovo anno» e «l’entità massima del supporto erogato resta invariata». Tria assicura che risultano «confermati» anche «impianto e impatto» per quota 100. Anche in questo caso la misura verrà emanata a origine anno. Con un successivo decreto, ha aggiunto, «verrà prorogato “obiettivo donna”».

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